BORGO SAN LORENZO – Con la guerra che ha improvvisamente infiammato il Medio Oriente, e il conseguente blocco di gran parte dei voli internazionali dell’area, molte persone sono rimaste bloccate nella zona. Abbiamo scritto sabato del figlio del sindaco di Palazzuolo sul Senio che si trovava a Dubai (articolo qui) e oggi emerge la storia di tre giovani mugellani: Bernardo Bastianacci, Ginevra Guidotti, Lapo Secchioni, che insieme alla fiorentina Michela Arnetoli non riescono a rientrare dallo Sri Lanka, dove hanno trascorso una vacanza.
Abbiamo raggiunto telefonicamente Bernardo Bastianacci, titolare in Mugello di un ristorante e di una pasticceria. A lui chiediamo da quanto tempo sono bloccati e quali contatti hanno avuto con le istituzioni italiane
“Al momento – spiega – siamo bloccati in Sri Lanka, a Colombo, la capitale. Eravamo partiti dall’Italia il 19, e saremmo dovuti partire ieri per rientrare a casa. Oggi invece siamo ancora qui, e molto probabilmente ci dovremo rimanere come minimo per un’altra settimana, da quanto abbiamo capito. Siamo stati anche in ambasciata, ma al momento non si riesce a capire come si risolverà questa situazione. Abbiamo provato anche con la Farnesina, ma chiaramente chi è sotto le bombe ha la priorità mentre noi dopo tutto siamo in sicurezza”
Come avete saputo che i voli erano stati sospesi?
“Sabato ho saputo che i missili avevano colpito anche il Bahrein, e ho iniziato ad informarmi, dovevamo fare scalo proprio in quel paese. Dopo due ore sono attivate le informazioni sul fatto che il volo era stato cancellato e che avevano chiuso i collegamenti aerei. Alla fine ci è andata anche bene, fossimo partiti il giorno prima, rischiavamo di essere sotto le bombe, invece che qui in Sri Lanka al sicuro”
Dove siete alloggiati al momento, e quali sono le prospettive per il rientro?
“Eravamo tornati nella capitale per la partenza, e siamo in un albergo qui a Colombo, ma forse ci sposteremo, non sappiamo veramente cosa fare. Pare che ci sia un volo per sabato 7 Marzo, ma anche quello non è sicuro. È tutto un punto interrogativo”
Siete preoccupati? Come vivete questa situazione?
“Preoccupati no, ma avremmo bisogno di rientrare, per tornare a lavorare, per le nostre attività; purtroppo però sono cose più grosse di noi, non possiamo farci niente. Per adesso viviamo con il telefono in mano a contatto con l’agenzia, e con parenti che ci possono aiutare. Fortunatamente abbiamo internet, alla fine non ci manca niente”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 Marzo 2026


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