
VICCHIO – Era un momento molto atteso quello di ieri sera, venerdì 13 Marzo, per la politica vicchiese. Dopo il fallimento delle proposte di conciliazione fatte dal Tribunale di Genova nel 2024, e dopo la notizia delle sentenze di condanna a risarcimenti per circa 1 milione e 700 mila euro, il sindaco Francesco Tagliaferri, in apertura di seduta del Consiglio comunale, ha ricostruito l’intera vicenda processuale leggendo un dettagliato contributo dei legali, ed ha chiarito le ragioni dell’appello presentato dal Comune.
Durante la sua ricostruzione, riportata oggi anche dal quotidiano La Nazione sulla pagina del Mugello, Tagliaferri ha letto in aula parte della sentenza del tribunale di Genova, che attribuisce ai servizi sociali la colpa dei mancati controli e della mancata revoca dell’affidamento, in particolare dopo l’Agosto del 2001, quando i genitori biologici dei due bambini riferirono al sindaco di Vicchio della condanna di Fiesoli del 1985. “L’appello – ha letto Tagliaferri in aula – è stato affidato a uno studio legale di Genova. Siamo di fronte al paradosso che, sebbene il Comune debba rispondere per mera colpa, è tenuto a versare molto più di quello che ha dato la cooperativa, o di quello che hanno versato i condannati. La sentenza genovese afferma – non tiene conto della particolare situazione che i servizi sociali avevano davanti nel 2001. Con il senno di poi – ha affermato – è più facile capire cosa sia successo”.
“Ribadisco – commenta Tagliaferri – ferma condanna sui fatti del Forteto e massima vicinanza e solidarietà a tutte le vittime. Nella relazione ho spiegato alla cittadinanza e ai Consiglieri comunali i motivi per cui a tutela dei nostri cittadini abbiamo deciso di ricorrere in appello”.
A margine del Consiglio il sindaco ha accettato anche di commentare le prospettive future in merito all’eventuale pagamento della sentenza milionaria: “Avevamo già accantonato delle cifre – afferma Tagliaferri – avevamo anche aumentato le dimensioni di questo fondo rispetto alla precedente amministrazione, arrivando ad una cifra che ritrenevamo congrua. Queste però sono cifre totalmente sprorporzionate, anche rispetto a quelle versate da altri enti come la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Noi siamo stati condannati a pagare quasi dieci volte tanto, è evidente che come Comune in predissesto non siamo in grado nell’immediato di rispondere a una richiesta di questo tipo. Si tratta però di una sentenza di primo grado, e c’è la possibilità di chiedere la sospensiva, nel frattempo continueremo ad accantonare. È prematuro preoccuparsi; se poi verrà confermata valuteremo le strade: da quella del dissesto finanziario all’alienazione di immobili”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 marzo 2026

2 commenti
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I conigli Feroci prima non hanno visto e ora non vogliono pagare. Però sono solidali con le vittime.